lunedì 21 ottobre 2013

LA STRADA DEL CAMBIAMENTO, ADESSO!



LA STRADA DEL CAMBIAMENTO, ADESSO!


“Giacimenti petroliferi, risorse idriche, bellezze paesaggistiche e naturali, agricoltura, un elevatissimo tasso di giovani laureati, parchi naturali, basso inquinamento, una sostanziale assenza di mafie violente, un vasto territorio rispetto al numero di abitanti…”

Non si tratta della Danimarca, del Texas o della Svizzera. No, si tratta della Basilicata.

Una regione dallo straordinario potenziale economico, umano e territoriale, che però rimane una delle meno sviluppate d’Europa.

Perché questo paradosso?

Quella della Basilicata che è una terra ricchissima ma non riesce a sviluppare le proprie potenzialità è un’affermazione che si sente ripetere continuamente da tutti i lucani, senza distinzione politica, di sesso, di età… è una specie di “mantra”.



La colpa viene attribuita a una classe dirigente sonnolenta, impreparata o corrotta. Questo è vero: negli ultimi anni gli amministratori lucani hanno mostrato un’incredibile incapacità di analizzare e risolvere i problemi strutturali della società lucana. Ma forse è arrivato anche il momento di andare oltre e chiedersi davvero cosa non funziona in Basilicata, quali elementi di base rendono quasi impossibile ogni tipo di cambiamento.
Innanzitutto c’è da dire che NON TUTTI I CAMBIAMENTI SONO UGUALI. Non tutti seguono la stessa strada.
Finora la strada del cambiamento (laddove c’è stata) è stata SBAGLIATA!
È tempo di scegliere UNA NUOVA STRADA da seguire, che porti verso nuove mete.

La Basilicata che sogniamo è :
ü  una Basilicata  moderna e prospera, che possa raggiungere l’obiettivo della piena occupazione entro 5 anni;
ü  una Basilicata veramente europea e internazionale, con una spinta decisa verso l’internazionalizzazione e in grado di attrarre investimenti;
ü  una Basilicata libera dai condizionamenti delle clientele e dalla precarietà, capace di operare un cambiamento culturale nei rapporti sociali e lavorativi;
ü  una Basilicata in cui la creatività e la cultura possano essere elementi continui di trasformazione e miglioramento, con lo sviluppo di progetti innovativi e di pubblico interesse;
ü  una Basilicata in cui i servizi siano davvero efficienti, con un’interazione virtuosa tra pubblico e privato, senza monopoli e pressioni dall’alto.

La realizzazione della Basilicata che sogniamo passa attraverso una grande trasformazione culturale.
Si tratta di iniziare a cambiare – gradualmente – il nostro modo di pensare, prima ancora di varare leggi e piani di sviluppo, i quali, se non trovano la partecipazione e la collaborazione dei cittadini, rischiano di diventare solo slogan politici.