giovedì 4 luglio 2013
NO LEADER I'M MY LEADER. Per una nuova cultura della leadership
Perché si possa parlare di vera leadership è necessario che questa sia orientata al bene comune e mai verso il raggiungimento dei propri interessi.
La frase di Alcide De Gasperi sintetizza bene l'idea: “ Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione”.
Una leadership che esprime solo potere ma con autorità crea una crisi di fiducia tra le persone, e tra le persone e le Istituzioni.
La crisi complessa e profonda della nostra società rileva una carenza di leadership; tuttavia, paradossalmente, i tempi di crisi sono anche ricchi di opportunità di crescita: per non farsele sfuggire è essenziale saper anticipare i trend del prossimo futuro.
Servono in sostanza forti qualità di leadership capaci di guidare il cambiamento.
Bisogna avviare un grande processo formativo che coinvolga i giovani, aprire un vero e proprio dibattito filosofico per ricostruire il sistema di valori. Dunque avviare un progetto ambizioso per rafforzare gli ideali del nostro futuro, che dovrà caratterizzarsi dalla presenza di una nuova visione più attenta all'essenza, che rappresenti una sorta di nuovo Rinascimento.
I giovani devono diventare amici dell'istruzione e sperimentare questo nuovo progetto di vita attraverso un cammino condiviso nella cultura e nel sapere, cercando continuamente il punto dove si incontrano la strada del progetto e quello della possibilità.
È necessario una nuova generazione di leaders capace di realizzare l'armonia tra la radicalità dei valori e il realismo delle soluzioni, di prendere decisioni coerenti, perché è solo attraverso esse che si abbattono i poteri, i privilegi, le illegalità.
C'è bisogno di una svolta, che dia alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore
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